Che cos’è? Cosa fare per affrontarlo? Come parlarne?

Che cos’è l'autolesionismo?

L’autolesionismo consiste nel procurarsi volontariamente ferite, tagli, lividi, bruciature con conseguenti ematomi accompagnati da dolore e/o sanguinamento. 

E’ un campanello d’allarme che evidenzia una sofferenza profonda e se non gestita potrebbe mettere a rischio la propria vita fino ad arrivare a produrre idee suicidarie. 

In generale, chi adotta condotte autolesive è spinto dall’idea di sentire il dolore interiore come qualcosa di più reale e tangibile, con l’illusione di poterlo “controllare”.

Elementi caratteristici sono:

  • Pensieri o sentimenti negativi prima di farsi male;
  • Sentire un bisogno incontrollabile di procurarsi dolore;
  • Pensare e ripensare continuamente a farsi del male finchè non lo si fa;
  • Sentirsi sollevati subito dopo averlo fatto.


Cosa fare per affrontarlo?

Osservare con attenzione lo sguardo, i comportamenti e l’emotività dei giovani. 

Parlare e affrontare la fase che sta passando, senza giudicare.

Confrontarsi con qualcuno vicino (parenti, amici, insegnanti) e chiedere aiuto a un medico o psicologo.


Come parlarne?

Invitare i ragazzi a parlare del proprio disagio aiuta a non far sentire il ragazzo/a solo e perso nella sua sofferenza.

Parlare di quello che sentono e pensano li aiuta a considerare le cose da un altro punto di vista in un momento in cui non si riescono a vedere altre soluzioni, sennò quella di farsi del male. 

Un altro effetto di parlare è prevenire l’aumento della sofferenza e quindi il rischio di scelte estreme come autolesionismo.

Un altro punto importante è ascoltare. 

Ascoltare vuol dire rispettare senza giudicare quello che sta raccontando.

Solo parlandone si possono superare personali resistenze ad entrare in contatto con una realtà dolorosa e difficile da affrontare.

E’ importante che se ne parli perché è un atto di prevenzione, aiuta ad incentivare comportamenti costruttivi che favoriscano l’espressione del disagio ed il sentirsi accolti e compresi. E’ fondamentale diffondere il messaggio che non ci si deve vergognare nel mostrare le proprie fragilità ed insicurezze perché farlo è un atto di coraggio!

Mostrare le proprie insicurezze è segno di sicurezza.


Quali sono i campanelli di allarme?

L’adolescenza è un fase di sviluppo dell’individuo fondamentale per diventare adulti! 

Ogni crisi che si affronta in questa età è funzionale alla crescita in quanto il giovane ha la necessità di sperimentarsi autonomo e indipendente, costruendo il suo bagaglio di risorse utili alla costruzione del suo equilibrio. Proprio per questo è fondamentale che genitori, insegnanti ed educatori siano attenti ad osservare ed ascoltare i ragazzi/e per cogliere eventuali cambiamenti nel loro comportamento e/o atteggiamento.

Ci sono poi delle difficoltà specifiche che rendono maggiormente complicato affrontare questa fase, ed è importante non sottovalutarle: 

  • Difficoltà nel rapporto con il cibo
  • Difficoltà nel comunicare o manifestare le proprie emozioni
  • Non accettazione del proprio corpo e/o del proprio aspetto fisico
  • Confusione sulla propria identità di genere e/o sulla sessualità
  • Problematiche familiari che comportano continue discussioni e litigi
  • Sentirsi soli e/o isolarsi dai coetanei 
  • Aver subìto o subìre atti di bullismo o violenze
  • Profonda tristezza o cambiamenti repentini d’umore (es: dal pianto all’euforia)
  • Reazioni emotive incontrollate (come scatti di rabbia eccessivi e apparentemente immotivati)
  • Uso e abuso di sostanze, come alcool, fumo, droghe e/o farmaci
  • Aver subìto eventi traumatici, come lutti o separazioni, abbandoni o abusi di vario genere.

 

Cosa si fa in caso di emergenza?

In caso di pericolo di vita si può chiamare il 112.

Inoltre è attivo  24 ore su 24 il numero del Telefono Azzurro 19696;

Infine, poiché è importante anche segnalare le situazioni a rischio prima che sia troppo tardi ci si può rivolgere:

  • alla Croce Rossa Italiana 800-065510 per informazioni e supporto
  • all’Hub Territoriale Roma Municipio 9 per un intervento di ascolto e sostegno psicologico gratuito su appuntamento al 3534363701 

Se una persona che conosci...

  • È triste, si isola o piange spesso
  • Non ha interessi e cura meno il suo aspetto
  • Beve spesso alcolici, fuma molto o fa uso di droghe
  • Non esce più
  • Parla poco
  • È indifferente
  • Ha detto di voler morire
  • Ha segni sul corpo
  • Mostra improvvisa felicità dopo tanta tristezza
  • Ti ha inviato uno strano messaggio di saluto

Chiedi aiuto!

Stagli accanto, ascolta e rassicura, parlane con un esperto.

In caso di emergenza chiama il

112